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40 domande per l’autoriflessione islamica

Comunità e ambiente

Corruzione, inquinamento, benessere degli animali, vicinato

Domanda 33

Tratto l'ambiente e le risorse naturali in modo responsabile.

Fonte: Qurʾān 7:56

وَلَا تُفْسِدُوا فِی الْاَرْضِ بَعْدَ اِصْلَاحِهَا وَادْعُوهُ خَوْفًا وَطَمَعًاؕ اِنَّ رَحْمَتَ اللّٰهِ قَرٖیبٌ مِنَ الْمُحْسِنٖینَ ﴿7:56﴾

Spiegazione

Il versetto è generale e non uno specifico “versetto ambientale”. L’uso responsabile della natura e delle risorse è quindi espressamente un’applicazione editoriale di Muḥāsabah del divieto generale di causare danni e danni.

Domanda 34

Tratto gli animali con rispetto ed evito di causare loro inutili sofferenze.

Fonte: Ṣaḥīḥ al-Bukhārī 3318

Riassunto del hadith: una donna è stata punita a causa di un gatto che aveva rinchiuso; non le diede né il cibo né la lasciò andare per procurarsi il cibo da sola.

Spiegazione

L'hadith autentico mostra direttamente che la sofferenza evitabile per un animale è una questione morale seria. La domanda focalizza questa responsabilità sul proprio trattamento degli animali.

Domanda 35

Non cerco di trarre vantaggio attraverso la corruzione o l’influenza sleale.

Fonte: Qurʾān 2:188

وَلَا تَاْكُلُٓوا اَمْوَالَكُمْ بَیْنَكُمْ بِالْبَاطِلِ وَتُدْلُوا بِهَٓا اِلَى الْحُكَّامِ لِتَاْكُلُوا فَرٖیقًا مِنْ اَمْوَالِ النَّاسِ بِالْاِثْمِ وَاَنْتُمْ تَعْلَمُونَࣖ ﴿2:188﴾

Spiegazione

Il versetto menziona specificamente la corruzione nel contesto di un vantaggio indebito. La domanda esamina anche tentativi analoghi di influenzare ingiustamente le procedure o i responsabili a proprio favore.

Domanda 36

Mostro considerazione per i miei vicini ed evito di caricarli inutilmente.

Fonte: Qurʾān 4:36

وَاعْبُدُوا اللّٰهَ وَلَا تُشْرِكُوا بِهٖ شَیْـًٔا وَبِالْوَالِدَیْنِ اِحْسَانًا وَبِذِی الْقُرْبٰى وَالْیَتَامٰى وَالْمَسَاكٖینِ وَالْجَارِ ذِی الْقُرْبٰى وَالْجَارِ الْجُنُبِ وَالصَّاحِبِ بِالْجَنْبِ وَابْنِ السَّبٖیلِۙ وَمَا مَلَكَتْ اَیْمَانُكُمْؕ اِنَّ اللّٰهَ لَا یُحِبُّ مَنْ كَانَ مُخْتَالًا فَخُورًاۙ ﴿4:36﴾

Spiegazione

Il versetto menziona specificamente il parente e il vicino strano nell'ambito dell'invito al buon comportamento. La domanda trasferisce questo a situazioni quotidiane concrete come il rumore, gli spazi comuni e il tono.

Domanda 37

Quando ho l’obbligo di versare la zakāt, lo faccio con scrupolo.

Fonte: Qurʾān 2:43

وَاَقٖیمُوا الصَّلٰوةَ وَاٰتُوا الزَّكٰوةَ وَارْكَعُوا مَعَ الرَّاكِعٖینَ ﴿2:43﴾

Spiegazione

La zakāt è espressamente prescritta nel Corano. La condizione «quando ho l’obbligo di versarla» è importante, perché tale obbligo non si applica a ogni utente in ogni momento.

Domanda 38

Cerco di mantenere i contatti con i miei parenti, anche se il rapporto non è sempre facile.

Fonte: Qurʾān 47:22

فَهَلْ عَسَیْتُمْ اِنْ تَوَلَّیْتُمْ اَنْ تُفْسِدُوا فِی الْاَرْضِ وَتُقَطِّعُٓوا اَرْحَامَكُمْ ﴿47:22﴾

Spiegazione

Il versetto mette espressamente in guardia contro la rottura dei vincoli di parentela. La domanda positiva di Muḥāsabah esamina quindi se noi stessi contribuiamo al mantenimento delle relazioni familiari.

Domanda 39

Tratto le persone di altre religioni o origini con rispetto e correttezza.

Fonte: Qurʾān 60:8 + Qurʾān 49:13

لَا یَنْهٰیكُمُ اللّٰهُ عَنِ الَّذٖینَ لَمْ یُقَاتِلُوكُمْ فِی الدّٖینِ وَلَمْ یُخْرِجُوكُمْ مِنْ دِیَارِكُمْ اَنْ تَـبَرُّوهُمْ وَتُقْسِطُٓوا اِلَیْهِمْؕ اِنَّ اللّٰهَ یُحِبُّ الْمُقْسِطٖینَ ﴿60:8﴾ یَٓا اَیُّهَا النَّاسُ اِنَّا خَلَقْنَاكُمْ مِنْ ذَكَرٍ وَاُنْثٰى وَجَعَلْنَاكُمْ شُعُوبًا وَقَبَٓائِلَ لِتَعَارَفُواؕ اِنَّ اَكْرَمَكُمْ عِنْدَ اللّٰهِ اَتْقٰیكُمْؕ اِنَّ اللّٰهَ عَلٖیمٌ خَبٖیرٌ ﴿49:13﴾

Spiegazione

Il Corano 60:8 porta la dimensione della gentilezza e della giustizia verso le persone al di fuori della comunità musulmana alle condizioni stabilite nel versetto. Il Corano 49:13 aggiunge la dimensione dei diversi popoli e origini.

Domanda 40

Anche senza controllo esterno, mi attengo alle regole che si applicano alla convivenza responsabile.

Fonte: Qurʾān 4:59 + Ṣaḥīḥ al-Bukhārī 7257

یَٓا اَیُّهَا الَّذٖینَ اٰمَنُٓوا اَطٖیعُوا اللّٰهَ وَاَطٖیعُوا الرَّسُولَ وَاُو𐻾لِی الْاَمْرِ مِنْكُمْۚ فَاِنْ تَنَازَعْتُمْ فٖی شَیْءٍ فَرُدُّوهُ اِلَى اللّٰهِ وَالرَّسُولِ اِنْ كُنْتُمْ تُؤْمِنُونَ بِاللّٰهِ وَالْیَوْمِ الْاٰخِرِؕ ذٰلِكَ خَیْرٌ وَاَحْسَنُ تَاْوٖیلًاࣖ ﴿4:59﴾ Riassunto del hadith: Non c'è obbedienza nel peccato; L’obbedienza si applica solo a ciò che è buono e giusto.

Spiegazione

Il Corano 4:59 stabilisce l'obbedienza all'autorità legittima e allo stesso tempo menziona che le controversie dovrebbero essere riportate ad Allah e al Messaggero. L'hadith stabilisce un limite chiaro: l'obbedienza non si applica quando il peccato è comandato. La domanda di riflessione è un’applicazione pratica di Muḥāsabah a un comportamento normativo responsabile, non un’approvazione religiosa generale di qualsiasi legge umana arbitraria.

I nostri fondamenti ↗

I riferimenti coranici indicano sura e versetto. I brani tedeschi, inglesi e turchi usano edizioni documentate; gli estratti segnalati possono contenere omissioni. Le undici altre lingue affiancano versetti arabi originali e spiegazioni locali. Domande e consigli redazionali non sono citazioni letterali.

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